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Decreto  Vescovile

 

 

 

Norme per il prestito e la riproduzione dei beni culturali di proprietà della

Diocesi di Cesena-Sarsina

 

1. IL PATRIMONIO ECCLESIASTICO E LA NORMATIVA CANONICA E CIVILE IN MATERIA DI BENI CULTURALI

Il complesso dei Beni Culturali di proprietà ecclesiastica costituisce un patrimonio di carattere storico, artistico e religioso di notevole interesse e valore, che la DIOCESI DI CESENA-SARSINA intende valorizzare. In particolare questo patrimonio richiede il rispetto delle norme ecclesiastiche indicate nei documenti della Conferenza Episcopale Italiana (norme del 1974 e orientamenti del 1992) e delle direttive della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa.

Inoltre, nel favorire la collaborazione tra la Chiesa e la Pubblica Amministrazione, nel rispetto dell’Accordo di Revisione del Concordato firmato nel 1984 e dell’Intesa per i Beni Culturali del 1996, la Diocesi di Cesena-Sarsina accoglie e fa proprie le norme statali relative alla tutela del patrimonio storico-artistico. (Decreto Legislativo del 29 ottobre 1999 n.490)

1.1.      Riconoscendo che la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico viene attuata anche attraverso la riproduzione e la diffusione dell’immagine delle opere, la Diocesi di Cesena-Sarsina intende disciplinare le riproduzioni attraverso la presente normativa, che promuove un corretto uso delle immagini nel rispetto dello specifico valore religioso (liturgico, biblico e teologico tradizionale) che le caratterizza

1.2.      La documentazione fotografica realizzata dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali attraverso le Soprintendenze per la catalogazione e la tutela è da considerarsi ad uso interno del Ministero e dei suoi organi per i propri scopi istituzionali, pertanto non è soggetta ad autorizzazione (eccetto la commissione a terzi dei rilievi di immagine). Un eventuale uso diverso delle immagini d’archivio dovrà essere autorizzato nel rispetto della presente normativa.

1.3.      Tale normativa sarà applicata per tutti i beni di proprietà ecclesiastica. In un’epoca in cui la riproduzione con ogni tipo di tecnologia può consentire una diffusione planetaria in tempo reale delle immagini di opere d’arte e dei beni culturali, le norme qui presentate hanno l’obiettivo di verificare l’inserimento in contesti adeguati, di valorizzarne una lettura il più possibile completa, di contestualizzarne il significato religioso.

1.4.      E’ compito primario dell’ Ordinario e degli Uffici competenti, la verifica dell’applicazione della disciplina circa l’uso e la tutela dei Beni Culturali i quali potranno far valere i loro diritti anche in sede legale (can. 1276). I soggetti direttamente responsabili del patrimonio e del suo uso sono i legali rappresentanti degli Enti Ecclesiastici ai quali compete l’amministrazione sotto l’autorità dell’Ordinario (can. 1279).

1.5.     L’autorizzazione è obbligatoria anche per quegli oggetti temporaneamente custoditi in ambienti di terzi rispetto all’ente proprietario come musei statali, comunali, o di altri enti e organismi, o in restauro presso laboratori o soprintendenze.

 

2. NORME PER LE RIPRODUZIONI DEI BENI CULTURALI ECCLESIASTICI

Il Vescovo rilascia le autorizzazioni alla riproduzione delle immagini di beni culturali ecclesiastici attraverso l’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi, sentito il parere dei responsabili dei beni in oggetto ed in seguito alla valutazione del carattere dell’iniziativa. A norma delle leggi canoniche e civili tali riproduzioni potranno essere utilizzate solo nell’ambito del progetto presentato, salvo ulteriori autorizzazioni. Anche ogni ristampa o riedizione deve essere autorizzata con analoga procedura.

Le norme sotto elencate si riferiscono all’utilizzo delle immagini nelle riproduzioni fotografiche, video, cinematografiche, televisive, digitali e in ogni altra forma possibile. L’autorizzazione regola l’utilizzo delle riproduzioni nell’ambito di progetti editoriali e di divulgazione e diffusione, compreso l’utilizzo nei mass-media e anche nelle reti informatiche.

2.1. RIPRODUZIONI A SCOPO COMMERCIALE

Per le riproduzioni inserite in progetti editoriali o in produzioni di altra natura (locandine, manifesti o altre forme pubblicitarie che raffigurano beni culturali di proprietà ecclesiastica) l’autorizzazione alla riproduzione è necessaria sia per le riprese ex-novo che per le immagini già esistenti; essa viene concessa su presentazione dettagliata del progetto editoriale da parte dell’autore o dell’editore.

2.1.1 Gli interessati devono pertanto specificare:

×          scopo e carattere dell’iniziativa editoriale;

×          soggetti e autori delle opere da riprodurre (da indicare dettagliatamente);

×          strumentazione e supporti sui quali verrà eseguita la riproduzione;

×          valore commerciale del prodotto;

×          numero di copie previste;

×          autore delle riproduzioni;

×          la data (da concordare) in cui si intendono effettuare le riprese.

2.1.2. Gli autori delle immagini sono tenuti a cedere alla Diocesi ed all’Ente proprietario un negativo e/o una  diapositiva e/o una riproduzione (anche digitalizzata) di ciascuno scatto effettuato, e a sottoscrivere una liberatoria che garantisca alla Diocesi il libero utilizzo di quanto consegnato.

2.1.3. Dovrà essere chiaramente espressa sulle pubblicazioni la proprietà del bene e l’autorizzazione alla riproduzione concessa dall’Ufficio di Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi.

2.1.4. La concessione sarà inoltre subordinata alla definizione dei diritti di riproduzione e di un adeguato deposito cauzionale che sarà restituito dopo la consegna di almeno tre copie omaggio di ogni pubblicazione (o quantità diversamente concordate per materiale di altra natura) e di quanto previsto al punto 2.1.2.. Restano a carico dei richiedenti le eventuali spese del personale di sorveglianza, i consumi e ogni altro onere che si renda necessario per ogni ripresa da effettuarsi. Ottenuta l’autorizzazione i richiedenti potranno contattare direttamente il responsabile del bene per concordare gli appuntamenti.

2.1.5. Entro sei mesi dalla concessione tutto il materiale (previsto dai punti 2.1.2. e 2.1.4.) dovrà essere consegnato all’Ufficio di Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi, che provvederà a restituire il deposito cauzionale.

2.1.6. Qualora, trascorsi i sei mesi, il richiedente non soddisfi le disposizioni indicate all’articolo 2.1.5., ovvero non comunichi a mezzo raccomandata a/r riguardo lo stato dei lavori, il deposito sarà incamerato e la concessione revocata. L’ufficio si riserva inoltre ogni azione concessa fino ad adire alle vie legali.

2.1.7. Le richieste di riproduzioni fotografiche dovranno essere presentate su modelli predisposti dall’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e i Beni Culturali.

2.2. RIPRODUZIONI PER RAGIONI DI STUDIO

Per le riproduzioni per ragioni di studio gli interessati sono invitati a presentare il proprio curriculum o, se studenti, richiesta scritta del docente che segue lo studio, con riferimento alle ragioni della ricerca. L’eventuale successiva pubblicazione della ricerca richiede un’ulteriore autorizzazione all’uso delle riproduzioni.

2.2.1. Gli autori delle immagini sono tenuti a cedere alla Diocesi un negativo e/o una diapositiva e/o una riproduzione (anche digitalizzata) di ciascuno scatto effettuato, e a sottoscrivere una liberatoria che garantisca alla Diocesi il libero utilizzo di quanto consegnato.

2.2.2. L’autorizzazione sarà inoltre subordinata al versamento di un deposito cauzionale che sarà restituito dopo la consegna di una copia dello studio e del materiale di cui al punto 2.2.1. Restano a carico dei richiedenti le eventuali spese del personale di sorveglianza, i consumi e ogni altro onere che si renda necessario per ogni ripresa da effettuarsi. Ottenuta l’autorizzazione i richiedenti potranno contattare direttamente il responsabile del bene per concordare gli appuntamenti.

2.2.3. Qualora trascorsi i sei mesi il richiedente non soddisfi le disposizioni indicate all’articolo 2.2.1. e 2.2.2., ovvero non comunichi a mezzo raccomandata a/r riguardo lo stato dei lavori, il deposito sarà incamerato e la concessione revocata. L’Ufficio si riserva inoltre ogni azione concessa fino ad adire alle vie legali.

2.2.4. Le richiesta di riproduzioni fotografiche dovranno essere presentate su modelli predisposti dall’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e i Beni Culturali.

2.3. RIPRODUZIONI A SCOPO DIVULGATIVO

Per le riproduzioni a scopo divulgativo, quali ad esempio l’utilizzo sulle reti informatiche, l’autorizzazione alla riproduzione viene concessa su presentazione dettagliata del progetto informativo da parte dell’autore o dell’editore.

 

2.3.1. Gli interessati devono specificare:

×           scopo e caratteristiche dell’iniziativa;

×           soggetti e autori delle opere da riprodurre (da indicare dettagliatamente);

×           sito informativo o divulgativo che ospiterà le immagini.

2.3.2. Per le riproduzioni fotografiche inserite in tali progetti valgono e norme relative alle riproduzioni a scopo commerciale.

2.3.3. Dovrà essere chiaramente espressa accanto ad ogni immagine la proprietà del bene e l’autorizzazione alla riproduzione concessa dall’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi.

2.3.4. La concessione all’utilizzo delle immagini nelle reti informatiche o divulgative sarà limitata nel tempo e subordinata al versamento dei diritti di riproduzione e di un adeguato deposito cauzionale che sarà restituito allo scadere della concessione.

2.3.5. L’autore del progetto si impegna a cedere alla Diocesi il diritto di utilizzare il progetto divulgativo nell’ambito delle proprie iniziative e di creare dei link con le proprie pagine web, nel caso si tratti di siti informatici.

2.3.6. Le richieste di riproduzioni fotografiche dovranno essere presentate su modelli predisposti dall’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e i Beni Culturali.

2.4. RIPRODUZIONI VIDEO, CINEMATOGRAFICHE E TELEVISIVE.

Per le riproduzioni video, cinematografiche e televisive si applicano le stesse normative concernenti le riproduzioni fotografiche salvo quanto riguarda la consegna delle copie del materiale realizzato, che dovrà essere concordato caso per caso con i responsabili dell’Ufficio di Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi.

 

3. NORME PER IL PRESTITO DEI BENI CULTURALI ECCLESIASTICI.

La Diocesi rilascia le autorizzazioni al prestito dei beni culturali ecclesiastici attraverso l’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali.

3.1. PRESTITI PER MOSTRE TEMPORANEE.

Per ottenere il prestito è necessario presentare il progetto dettagliato dell’iniziativa culturale (mostra o altro) allegando le schede di prestito per i singoli oggetti. Il richiedente dovrà presentare la domanda all’Ordinario Diocesano che, attraverso L’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali, vaglierà il progetto ed espleterà le pratiche.

3.1.1. L’autorizzazione al prestito viene concessa sentito il parere dei responsabili dei beni in oggetto, la Commissione Diocesana per l’Arte Sacra e i Beni Culturali, la Soprintendenza competente. Per le mostre all’estero è necessario ottenere anche l’autorizzazione della Pontificia Commissione per i Beni Culturali, che verrà richiesta dall’Ordinario, oltre all’autorizzazione ministeriale dell’espatrio. L’ufficio dovrà soprintendere alla iniziativa, tutelare il valore storico e artistico ma soprattutto religioso delle opere (reliquiari, oggetti di culto,…) e per questo potrà richiedere ulteriori garanzie per autorizzare il prestito.

3.1.2. La Diocesi si riserva di chiedere, qualora vi fosse la necessità, appropriato intervento di restauro quale contributo alla tutela del bene e alla sua valorizzazione.

3.1.3. Qualora l’Ufficio lo ritenesse necessario per ragioni di culto e di decoro, l’autorizzazione al prestito sarà subordinata alla realizzazione a carico dei richiedenti di una riproduzione in scala 1:1 dell’opera, che sarà collocata in luogo dell’originale. Alla restituzione dell’opera tale riproduzione rimarrà di proprietà dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi.

3.1.4. Restano a carico dei richiedenti oltre alle spese organizzative (imballaggio, trasporto, assicurazione "da chiodo a chiodo", ecc.) anche le spese e ogni altro onere che si rendano necessari per il prelievo e la ricollocazione delle opere, nonché l’esecuzione di riproduzioni fotografiche attestanti lo stato attuale e l’accensione di polizza assicurativa con valore stabilito dalla Diocesi . Il richiedente, ottenuta l’autorizzazione da parte dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali, dovrà contattare direttamente il responsabile del bene per gli ultimi accordi.

3.1.5. Ogni iniziativa legata all’esposizione che utilizzi l’immagine dei beni in oggetto dovrà essere autorizzata secondo le norme che regolano le riproduzioni dei beni culturali nella Diocesi.

3.1.6. Le richieste di riproduzioni fotografiche dovranno essere presentate su modelli predisposti dall’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e Beni Culturali.

3.2. PRESTITI TEMPORANEI PER IL CULTO.

Per ottenere il prestito è necessario presentare domanda scritta indicando le ragioni del prestito, i termini di tempo ed allegare le schede di prestito per i singoli oggetti. Ala scheda dovrà essere allegata una foto recente che testimoni lo stato di conservazione dell’opera. L’autorizzazione al prestito viene concessa sentito il parere dei responsabili dei beni in oggetto e la Commissione per i Beni Culturali.

3.2.1. Il richiedente non potrà intervenire sull’opera prestata senza informare l’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali e il responsabile del bene, nemmeno in caso di pulizia o restauro, in quanto custode solo temporaneo del bene.

3.2.2. Restano a carico dei richiedenti oltre alle spese di trasporto (imballaggio, trasporto, vigilanza) anche una polizza assicurativa adeguata a garanzia delle opere prestate, nonché eventuali spese e ogni altro onere che si rendessero necessari per il prestito.

3.2.3. Le richieste di riproduzioni fotografiche dovranno essere presentate su modelli predisposti dall’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra ed i Beni Culturali.