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Cosa fare in caso di ...............

 

Vademecum per parroci e/o rettori

 

 

 

Sommario

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01 - intesa Stato-Chiesa in materia di beni culturali. 2

02 - interventi per la realizzazione di nuovi edifici 7

03 - interventi di restauro di edifici vincolati 8

04 - interventi per la realizzazionne di nuove pavimentazioni 9

05 - tinteggiatura interna o esterna di edificio esistente. 10

06 - restauro di tele e statue e beni mobili in genere. 11

07 - restauro di affreschi e pitture murali interne ed esterne. 12

08 - affreschi,  pitture murali o mosaici di nuova realizzazione. 13

09 - vetrate di nuova realizzazione o sostituzione di vetrate. 14

10 - elementi di arredo di nuova realizzazione o sostituzione. 15

11 - impianti di nuova realizzazione o integrazione degli esistenti 16

12 - istruttoria di valutazione dell’interesse storico artistico di un immobile. 17

13 - documentazione per l’ufficio amministrativo diocesano per richiesta di vendita immobile. 18

14 - messa a norma barriere architettoniche -legge 13/89- 19

15 - elenco pratiche da presentare all’ufficio amministrativo diocesano. 20

16 - normative e moduli per la richiesta di contributi 21

17 - estratti dal testo unico in materia di beni culturali (legge 490/99) 23

18 - salvaguardia dei beni e relativi obblighi 25

19 - bibliografia. 26

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

01- INTESA STATO-CHIESA IN MATERIA DI BENI CULTURALI. INDICAZIONI GENERALI

 

Le presenti indicazioni vogliono essere una guida in ordine alle elaborazioni dei progetti di intervento su beni mobili o immobili da sottoporre all’esame della Commissione Diocesana per L’Arte Sacra e delle Soprintendenze Archeologica, per i Beni Architettonici e per il Paesaggio (ex beni ambientali architettonici) o per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico (ex beni storici artistici).

Sono motivate dalla necessità che qualsiasi intervento sia reso comprensibile nel suo insieme e nei suoi dettagli ove questi abbiano una particolare valenza.

Ovviamente, a discrezione del committente e del progettista, potranno essere prodotti altri elaborati quali viste prospettiche o assonometriche, fotomontaggi, modelli ecc.

Tutti i progetti riguardanti interventi di carattere edilizio dovranno essere integrati da un estratto di mappa e ove sia possibile da una planimetria di rilievo aereofotogrammetrico.

Tutti i progetti (relazione e documentazione fotografica incluse) dovranno essere presentati in triplice copia per progetti di beni immobili e in duplice copia per i progetti di beni mobili. Di queste una copia resterà agli atti della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra; due saranno inviate a cura dell’Ufficio alla Soprintendenza delle quali verrà restituita una copia con l’approvazione.

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori

Le seguenti considerazioni nascono dal riconoscimento di una difficoltà preliminare alla rappresentazione ed approvazione del progetto, come mancanza di idonea procedura nel tipo di incarico e responsabilità, che coinvolga anche il committente.

 

Scelta del progettista

Dalle Note Pastorali su la Progettazione di Nuove Chiesa e sull’Adeguamento delle Chiese si deduce la necessità di stabilire una precisa responsabilità e continuità dell’incarico ad unico professionista, privilegiando la figura dell’architetto o ingegnere in quasi tutte le opere o beni di tipo fisso, da sottoporre all’approvazione delle Soprintendenze ai Beni Architettonici e per il Paesaggio. Con esclusione delle sole opere o beni di tipo mobile, quali il restauro di tele e statue, da sottoporre alla Soprintendena per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico, per le quali verrà incaricato il solo restauratore.

 

Continuità dell’incarico

Innanzitutto, nelle nuove opere, attraverso l’unica figura dell’architetto o ingegnere, occorre far studiare il progetto originale e più completo possibile, con le indicazioni di massima iniziali od esecutive anche in quelle parti minori, compresi decori, arredi ed iconografie da realizzare in fasi successive.

Secondariamente, sia per gli adattamenti che per i restauri di opere esistenti, anche nel rispetto delle norme deontologiche, occorre responsabilizzare i parroci nel corretto subentro e-o collaborazione di successivo progettista o di specialisti (negli aspetti tecnici, liturgici e artistici) nel continuare il più possibile lo spirito del progetto originario, facendo studiare l’evoluzione compatibile di tale progetto, anche a mezzo di opportune varianti in base a nuova normativa, nuove risorse economiche, nuove esigenze della committenza.

Inoltre, occorre superare la discontinuità dell’incarico dovuta al frequente cambiamento dei parroci, prima di aver completato certe opere. Da cui la necessità di responsabilizzare i nuovi parroci nella corretta conclusione delle ultime opere da parte del progettista precedente, accettando il subentro di altri progettisti e-o collaboratori, solo in caso di provata e assoluta necessità.

Sempre secondo le Note Pastorali e lo spirito unitario d’intesa, occorre responsabilizzare la committenza sulla possibile giustificazione in tempi medio-lunghi della maggior spesa iniziale per la scelta del progettista idoneo, per la continuità dell’incarico e per il progetto completo. La pratica unitaria iniziale, infatti agevola l’approvazione sia della Commissione che della Soprintendenza; inoltre la realizzazione per fasi prevede comunque una diluizione programmata della spesa, senza perdere l’unità e qualità delle opere.

Infine, si ricorda che la gratuità o forte riduzione del compenso del progettista al di sotto dei minimi tariffari, oltre che costituire illecito professionale, non può costituire il criterio di scelta del progettista, né giustificare il suo subentro secondo quanto già indicato.

 

Tipo di elaborati richiesti

Le seguenti considerazioni nascono dal riconoscimento di una difficoltà diretta nella presentazione ed approvazione del progetto, come mancanza di idonea esecuzione del tipo di elaborati, che coinvolge prima di tutto il progettista.

 

Stato attuale

Ai fini di una corretta valutazione dello stato attuale e rapporto con il progetto, il rilievo generale deve essere basato sull’integrazione di rilievo grafico e documentazione fotografica, per fornire l’Archivio parrocchiale e l’Ufficio di adeguata documentazione. L’occasione dell’analisi grafica e fotografica, come quella storica, può costituire momento unico per promuovere identità e conoscenza delle chiese ad una data precisa.

 

Rilievo e Progetto (definitivo)

Nella Nota Pastorale sull’Adeguamento delle Chiese si richiede che il Progetto sia completo di tutti i dettagli per l’approvazione, specie per gli elementi di arredo sacro. I dettagli in chiese e cappelle, per la delicatezza del tema, dovrebbero risultare sempre, specie nel passaggio fra la scala maggiore dell’edificio e la scala minore del decoro e arredo.

 

Relazione

Nella relazione andrebbero bene illustrati i motivi di intervento e le caratteristiche progettuali. Specie su edifici esistenti va illustrato innanzitutto il progetto originano ed eventuali varianti, attraverso una apposita analisi dei caratteri tipologici, distributivi, stilistici e di finitura dell’edificio, anche a mezzo di disegni schematici. Di conseguenza anche i criteri di adeguamento liturgico nelle chiese esistenti non vanno visti come scelte puramente funzionali, ma come sintesi fra i caratteri del progetto originario e i caratteri evolutivi di una variante ancora compatibile.

Inoltre, andrebbe sempre dichiarato di aver eseguito tutte le ricerche necessarie presso i vari archivi della Parrocchia, della Diocesi, della Soprintendenza, di Stato e Comunali, a seconda dell’importanza dell’opera, allegando copia della documentazione esistente, se ritenuta utile a ricostruire la lettura dei caratteri originari e la storia dell’edificio

 

Documentazione fotografica

Nelle chiese esistenti le fotografie dello stato di fatto devono essere sempre dettagliate, a livello di posizione, forma e degrado, a seconda dell’importanza dell’opera. Il tutto per facilitare l’approvazione sia della Commissione che della Soprintendenza e per costituire corretta documentazione d’archivio.

 

Sopralluoghi

Considerate le difficoltà di valutazione degli elaborati, prima di approvare definitivamente il progetto già presentato e-o aspettando l’integrazione di elaborati, per snellire leggermente i tempi, si prevedono eventuali sopralluoghi di uno o più membri nominati dalla Commissione, nei tempi e modalità da concordare con progettista e committenza.

Tuttavia per particolari lavori, data la delicatezza del tema, pur approvando inizialmente il progetto già presentato, possono essere richiesti ulteriori elaborati integrativi e previsti ulteriori sopralluoghi anche in corso lavori, per poter dare una approvazione più completa sotto tutti gli aspetti e in tutte le parti dell’opera.

 

Istruzione preliminare dei progetti

Viste le difficoltà a gestire le numerose pratiche nelle sole riunioni della Commissione, per snellire leggermente i tempi, si propone la possibilità di istruire i progetti più complessi da parte di alcuni membri della Commissione, da eseguire completamente presso l’Ufficio.

I progetti dovranno essere presentati alla Commissione, che si riunisce di norma una volta al mese, almeno una settimana prima della data prestabilita, al fine di poter istruire la pratica da parte dell’Ufficio in modo più completo in relazione alla congruità dell’incarico e alla complessità degli elaborati.

 

Domanda del parroco

(I moduli sono a disposizione presso l’Ufficio di Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi

a)      Alla Commissione Diocesana per l’Arte Sacra

b)      Alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Bologna

c)      Alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna

 

ALLEGATI ALL’ISTANZA (da presentare in triplice copia in formato UNI/A4):

1)      Estratto di mappa aggiornato dei mappali oggetto di intervento corredato di certificato di corrispondenza ai mappali (ove indicati) del D.M. di vincolo, ovvero, autocertificazione sostitutiva del certificato anzidetto resa ai sensi della Legge 15/68

2)      Relazione tecnico descrittiva delle opere in progetto;

3)      Relazione storico-artistica, corredata di iconografia e mappe dei catasti austriaco e napoleonico ove esistenti e/o altra documentazione utile alla comprensione dell’evoluzione storica dell’immobile

4)      Elaborato grafico quotato dello stato di fatto (piante, sezioni, prospetti);

5)      Elaborato grafico quotato di progetto (piante, sezione, prospetti);

6)      Elaborato grafico comparativo tra il progetto e lo stato di fatto (campito con i colori convenzionali giallo/rosso):

7)      Documentazione fotografica significativa ed esauriente dello stato attuale dell’immobile corredata di coni ottici di ripresa di tutte le parti oggetto di intervento;

8)      Ove si tratti di progetto di variante allegare fotocopia della precedente autorizzazione

9)      Altra documentazione eventualmente ritenuta utile.

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

  

 02 - INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVI EDIFICI ( CHIESE – CAPPELLE – CANONICHE – ECC. )

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

La realizzazione di queste opere, anche su tipi minori o per singole partì di edifici, prevede un progetto presentato principalmente come pratica da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri tecnici e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove, plastici e bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Planimetria dell’area oggetto dell’intervento nella scala 1 : 500 sufficientemente estesa per rappresentare l’assetto dei terreni circostanti.

·         Progetto in scala 1 : 100 (in scala 1 : 200 per i complessi di grandi dimensioni) costituito da piante, sezioni e prospetti.

·         Progetto esecutivo (scala 1 50 – 1: 20 – 1:10 – 1 :1).

·         Eventuali elementi di dettaglio in scale mag, giori: progetto esecutivo (scala 1: 50 – 1:20 1:10 – 1:1), comp, reso bozzetti preliminari, finiture e decori, da realizzare anche in fasi successive.

·         Relazione sui motivi dell’intervento e sulle caratteristiche progettuali.

·         Documentazione fotografica dell’area estesa ai terreni o zone contigue soprattutto se edificati. Si ricorda la necessità di ricostruire appositi profili volumetrici dell’intorno ai fini di determinare l’inserimento tipologico e stilistico dell’opera e l’idoneo rispetto dell’impatto ambientale, integrando eventualmente le foto dell’esistente alle prospettive grafiche e-o colorate del nuovo intervento.

 

Per questo tipo di interventi è richiesta la presentazione di una sola copia del progetto che verrà conservato nell’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 


 

  

 

03 - INTERVENTI DI RESTAURO DI EDIFICI VINCOLATI (CHIESE, CANONICHE ED EDIFICI ANNESSI), REALIZZAZIONE DI UN DIVERSO ASSETTO DI AREE PRESBITERIALI, DI VANI O CAPPELLE ALL’INTERNO DI CHIESE ESISTENTI

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

La realizzazione di queste opere, anche su tipi minori o per singole partì di edifici, prevede un progetto presentato principalmente come pratica da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri tecnici e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove, plastici e bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio.

·         Relazione sui motivi dell’intervento e sulle caratteristiche progettuali.

·         Rilievo dell’edificio sacro con la rappresentazione dello stato di fatto e di progetto in scala 1: 100 o 1: 200 a seconda della vastità dell’edificio stesso e dell’importanza dell’intervento. Pianta e Sezioni.

·         Progetto di dettaglio dell’area in oggetto dell’intervento con la rappresentazione degli    elementi d’arredo: scala 1 : 50 – 1 : 20. Pianta, sezioni e prospetti.

·         Eventuali particolari descrittivi degli elementi di arredo se necessario.

·         Documentazione fotografica. Foto generali e di dettagli da presentare in dimensioni adeguate in relazione all’importanza dell’opera.

 

Si ricorda di integrare eventualmente le foto dell’esistente alle prospettive grafiche e-o colorate del nuovo intervento.

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 (vedi cap. XIX) dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 04 - INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVE PAVIMENTAZIONI, IN CHIESE, CAPPELLE O SALE DI    PARTICOLARE PREGIO

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

La realizzazione di queste opere, anche su tipi minori o per singole parti di edifici, prevede un progetto presentato principalmente come pratiche di architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri tecnici, artigiani e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove, plastici e bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio.

·         Relazione sui motivi dell’intervento e sulle caratteristiche progettuali.

·         Pianta dell’area oggetto dell’intervento in scala 1 : 100 oppure 1 : 50 con le indicazioni grafiche della pavimentazione (progetti, dimensioni degli elementi, tipo di materiale usato, colore).

·         Eventuali particolari esplicativi in scala maggiore 1: 20, 1 : 10.

·         Documentazione fotografica dell’area oggetto dell’intervento.

 

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 (vedi cap. XIX) dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

  

 05 - TINTEGGIATURA INTERNA O ESTERNA DI EDIFICIO ESISTENTE

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

Il rifacimento o completamento di semplici finiture parietali, quali semplici tinteggiature di fondo, anche senza altre decorazioni pittoriche nemmeno di tipo seriale, anche su tipi minori o per singole parti di edifici, prevede un progetto presentato principalmente come pratica da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri tecnici, artigiani e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove, plastici e bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

Ciò appare necessario in quanto quasi sempre la tinta di fondo originaria sia di edifici storici sia quella autentica di edifici moderni, costituisce una base cromatica unitaria da cui derivare varianti tonali.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio in relazione anche alle tinte esistenti.

·         Relazione sui motivi dell’intervento e sulle caratteristiche progettuali.

·         Rilievo schematico dei prospetti dell’edificio interni o esterni. Il rilievo con prospetti scala 1:100 – 1:50 a seconda della vastità dell’edificio e dell’importanza dell’intervento, può essere schematico nei singoli elementi e particolari architettonici (cornici, capitelli, arredo) e singole artistiche (tele, pale, statue), purché vengano presentate foto dettagliate di queste parti, La pianta può essere presentata a livello schematico, purché opportunamente aggiornata.

·         Documentazione fotografica dell’interno e dell’esterno dell’edificio a seconda del tipo di intervento. Ai fini di una a migliore comparazione stilistica occorre sempre presentare almeno una foto sia interna che esterna del formato 13x18.

·         Campionatura delle tinte di sufficiente ampiezza e indicazioni sui prospetti delle superfici di applicazione. Per particolari accostamenti di tinte con le esistenti o con elementi architettonici si richiede la presentazione di campionature più dettagliate direttamente su disegni e bozzetti in scale maggiori.

 

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 (vedi cap. XIX) dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 06 - RESTAURO DI TELE E STATUE E BENI MOBILI IN GENERE (BANCHI, MOBILI DA SACRESTIA,  PARAMENTI SACRI….)

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

Si prevede un progetto firmato da un restauratore con appositi titoli e specializzazioni a seconda dell’importanza dell’opera. Nel caso il restauratore non sia figura nota e riconosciuta dalla Soprintendenza dovrà essere allegato apposito Curriculum professionale del restauratore, indicando in particolare i lavori attinenti a quello in esame, che verranno valutati in via preliminare dalla Commissione.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione sullo stato dell’opera e sulle modalità di intervento. Nella relazione va illustrata innanzitutto l’opera originaria ed eventuali varianti esecutive, o restauri precedenti, attraverso una apposita analisi non solo dello stato di conservazione o di degrado alla scala materia, ma di caratteri tipologici oggettivi e stilistici soggettivi. Segue una prima lettura iconografica intrinseca, o come eventuale appartenenza a ciclo iconografico, fino a giustificare eventuali valenze iconologiche nella collocazione dell’opera rispetto l’interno decorativo ed architettonico della chiesa.

·         Documentazione fotografica riguardante lo stato dell’opera prima dell’intervento nel formato 13x18 oppure 20x30 in relazione alle dimensione dell’opera.

·         Documentazione fotografica e relazione finale dopo l’intervento per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali (una copia).

 

Per questo tipo di interventi è richiesta la presentazione di due copie del progetto di restauro: una per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 07 - RESTAURO DI AFFRESCHI E PITTURE MURALI INTERNE ED ESTERNE

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

Il restauro di decorazioni pittoriche e di affreschi prevede un progetto presentato principalmente come pratica da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri restauratori, decoratori e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio.

·         Relazione sullo stato dell’opera e sulle modalità dell’intervento.

·         Rappresentazione in opportuna scala dei prospetti interni o esterni dell’edificio ove è posto l’affresco o la pittura murale; hanno lo scopo di individuare la posizione dell’opera e delle sue dimensioni.

·         Documentazione fotografica riguardante lo stato dell’opera prima dell’intervento nel formato 13x18 oppure 20x30 in relazione alle dimensione dell’opera.

·         Documentazione fotografica e relazione finale dopo l’intervento per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali (una copia).

 

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 (vedi cap. XIX) dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

08 - AFFRESCHI,  PITTURE MURALI O MOSAICI DI NUOVA REALIZZAZIONE

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

Il restauro di decorazioni pittoriche e di affreschi prevede un progetto presentato principalmente come pratica da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri restauratori, decoratori e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio.

·         Relazione sullo stato dell’opera e sulle modalità dell’intervento.

·         Piante, sezioni e prospetti dell’edificio nella scala 1 : 100 oppure 1 : 200 per individuare le parti murarie oggetto dell’intervento. Il rilievo dovrà essere eseguito, almeno nelle parti in oggetto di intervento in scala 1: 50. Sui prospetti a colori dovranno sempre essere indicate tutte le decorazioni pittoriche seriali e la precisa posizione e tonalità generale delle parti pittoriche figurative, anche a mezzo di opportuni fotomontaggio del bozzetto su foto generale d’insieme nel formato min. 30x40.

·         Bozzetto dell’affresco, della pittura murale o del mosaico a colori in scala sufficiente a definirne il contenuto e le caratteristiche pittoriche. Oltre risultare dai prospetti, anche il bozzetto dovrà prevedere le relazioni con l’intorno, quali cornici perimetrali, decorazioni pittoriche seriali ecc.

·         Relazione sugli scopi dell’intervento, sulle modalità esecutive e sui contenuti compositivi.

·         Documentazione fotografica della parte dell’edificio oggetto dell’intervento sufficientemente estesa in dimensione adeguata in relazione alla importanza dell’opera.

·         Documentazione fotografica dell’opera dopo l’intervento (per l’archivio Beni Culturali Ecclesiastici, una copia) nel formato 13x18 oppure 20x30 in relazione alle dimensione dell’opera.

 

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 (vedi cap. XIX) dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

Se l’inserimento è previsto in un edificio non vincolato basterà presentare un’unica copia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

09 - VETRATE DI NUOVA REALIZZAZIONE O SOSTITUZIONE DI VETRATE ESISTENTI

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

Il rifacimento o nuova realizzazione di vetrate colorate con decorazioni su disegni seriali, che con decorazioni su disegni organici di soggetti figurativi, eseguite con legatura a piombo o altre tecniche prevede un progetto presentato come pratica da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri restauratori, decoratori e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio con specifico riferimento delle eventuali vetrate esistenti.

·         Piante, sezioni e prospetti dell’edificio nella scala 1 : 100 oppure 1 : 200 per individuare le aperture oggetto dell’intervento.

·         Bozzetto delle vetrate a colori in scala sufficiente a definirne il contenuto e le caratteristiche tecniche realizzative.

·         Relazione sugli scopi dell’intervento, sulle modalità esecutive e sui contenuti compositivi

·         Documentazione fotografica della parte dell’edificio oggetto dell’intervento    sufficientemente estesa in dimensione adeguata all’importanza dell’opera.

·         Documentazione fotografica dell’opera dopo l’intervento (per l’archivio Beni Culturali Ecclesiastici, una copia) in dimensione adeguata all’importanza dell’opera.

 

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

Se l’inserimento è previsto in un edificio non vincolato basterà presentare un’unica copia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

10 - SINGOLI ELEMENTI DI ARREDO DI NUOVA REALIZZAZIONE O SOSTITUZIONE DI ELEMENTI ESISTENTI NELLA STESSA POSIZIONE (FONTE BATTESIMALE, ALTARE, AMBONE, TABERNACOLO, CONFESSIONALI, CORETTI)

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

Il rifacimento o nuova realizzazione degli elementi di arredo sacro più importanti di tipo fisso mobile, escluso gli elementi prettamente funzionali di tipo mobile (banchi ripetitivi ecc.), siano essi scelti nella produzione di serie che su disegno originale, prevede un progetto presentato principalmente come pratica da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri artisti, artigiani, decoratori e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove bozzetti preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica e stato di conservazione dell’oggetto

·         Piante, sezioni e prospetti dell’edificio o parte di esso nella scala 1 : 100 oppure 1 : 200 per individuare l’area d’intorno oggetto dell’intervento. Il rilievo in scala 1. 100 – 1 : 50 a seconda della vastità dell’intervento e dell’importanza dell’intervento

·         Bozzetto delle vetrate a colori in scala sufficiente a definirne il contenuto e le caratteristiche tecniche realizzative.

·         Relazione sugli scopi dell’intervento, sulle modalità esecutive e sui contenuti compositivi

·         Documentazione fotografica della parte dell’edificio oggetto dell’intervento sufficientemente estesa in dimensione adeguata all’importanza dell’opera.

·         Documentazione fotografica dell’opera dopo l’intervento (per l’archivio Beni Culturali Ecclesiastici, una copia) in dimensione adeguata all’importanza dell’opera.

 

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 (vedi cap. XIX) dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

Se l’inserimento è previsto in un edificio non vincolato basterà presentare un’unica copia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

11 - IMPIANTI DI NUOVA REALIZZAZIONE O INTEGRAZIONE DEGLI ESISTENTI

 

Tipo di incarico e responsabilità per Progetto e Direzione Lavori.

Il rifacimento, integrazione e nuova realizzazione di impianti elettrici, di riscaldamento o condizionamento, prevede un progetto presentato da architetto o ingegnere, secondo le rispettive competenze ai sensi di legge. E’ tuttavia prevista in questa fase la presentazione congiunta con altri tecnici e relative ditte, solamente per collaborazioni interdisciplinari nella stesura di rilievi, prove e schemi preliminari, metodologie di intervento e preventivi di riferimento.

Ciò appare necessario in quanto quasi sempre anche l’impianto, specie per la parte di tracce a vista e corpi illuminanti, rimane freddamente ispirato a veri e propri modelli formali e posizionali, derivate dalla facile produzione di serie, senza lo studio attento di opportune variante, con palesi difficoltà di ambientamento nelle apposite partiture parietali, aiutando la lettura dei singoli elementi tecnici puntuali o ripetuti per una sistemazione definitiva della chiesa. Per questo occorre interpretare l’esigenza funzionale e liturgica con la conoscenza specifica e la valutazione dell’impatto con lo spazio, struttura ed elementi architettonici, nella consapevolezza che si tratta di una realizzazione allargata oltre la scala dell’elemento tecnico, che coinvolge lo stretto rapporto fra tecnica, architettura e liturgia. Pertanto nella progettazione, si tenga presente delle esigenze dei diversi movimenti liturgici così come indicato nei documenti C.E.I.

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio.

·         Relazione sui motivi dell’intervento e sulle caratteristiche progettuali.

·         Piante, sezioni e prospetti dell’edificio o parte di esso nella scala 1 : 100 oppure 1 : 200 per individuare l’area d’intorno oggetto dell’intervento. Il rilievo con prospetti in scala 1 100 – 1 : 50 a seconda della vastità dell’intorno e dell’importanza dell’intervento può essere schematico nei singoli elementi e particolari architettonici (cornici, capitelli, arredo) e singole artistiche (tele, pale, statue), purché vengano presentate foto dettagliate di queste parti.

·         Particolari dei corpi illuminati e delle griglie del riscaldamento in scala sufficiente a definirne il contenuto e le caratteristiche tecniche realizzative, allegando appositi depliant degli elementi di serie. Particolari in prospetto e sezione in scala opportuna della posizione delle tracce e dei corpi illuminanti prescelti a vista, quando previste, a contatto con singoli elementi e particolari architettonici (cornici, capitelli, arredo) e con singole opere artistiche (tele, pale, statue).

·         Documentazione fotografica della parte dell’edificio oggetto dell’intervento sufficientemente estesa e particolare dei precedenti elementi tecnici dell’impianto in dimensioni adeguate all’importanza dell’opera.

·         Documentazione fotografica dell’opera dopo l’intervento (per l’archivio Beni Culturali Ecclesiastici, una copia) in dimensione adeguate e in relazione all’importanza dell’intervento.

 

Se l’edificio su cui si intende intervenire è vincolato dalla legge 490/99 dovranno essere presentare tre copie del progetto: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

  

 

12 - ISTRUTTORIA DI VALUTAZIONE DELL’INTERESSE STORICO ARTISTICO DI UN IMMOBILE AI SENSI DELL’ART. 5 DEL D. Lgs n. 490/1999

 

 

 

 

(pagina in aggiornamento)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

13 - DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE ALL’UFFICIO AMMINISTRATIVO DIOCESANO PER RICHIESTA DI VENDITA IMMOBILE

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Domanda indirizzata all’Ordinario Diocesano in cui si richiede di vendere l’immobile con allegata descrizione del bene in oggetto.

·         Perizia non giurata del bene.

·         Motivazione della vendita e spiegazione di come verrà reimpiegato il guadagno.

·         Documentazione fotografica a colori in duplice copia (interni-esterni) con coni ottici di ripresa, fascicolata in formato A4.

·         Estratto di mappa leggibile.

·         Relazione descrittiva dell’immobile (interni-esterni), ubicazione e dati catastali con indicata la data di costruzione e l’eventuale presenza di decorazioni.

 

Dovranno essere presentare tre copie della documentazione: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Amministrativo Diocesano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

14 - MESSA A NORMA BARRIERE ARCHITETTONICHE -Legge 13/89-

 

Tipo di elaborati richiesti.

·         Relazione storico artistica dell’edificio.

·         Relazione sui motivi dell’intervento e sulle caratteristiche progettuali.

·         Piante, sezioni e prospetti dell’edificio nella scala 1 : 100.

·         Documentazione fotografica della parte dell’edificio oggetto dell’intervento sufficientemente estesa in dimensione adeguata in relazione alla importanza dell’opera.

 

Dovranno essere presentare tre copie della documentazione: due per la Soprintendenza ed una per l’archivio dell’Ufficio Beni Culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

15 - ELENCO PRATICHE DA PRESENTARE ALL’UFFICIO AMMINISTRATIVO DIOCESANO

 

Per l’opera di cui si chiede l’approvazione occorre presentare all’Ufficio Amministrativo Diocesano la seguente documentazione:

·         Domanda all’ordinario Diocesano che comprenda:

·         Necessità dell’opera con breve storia dell’evento.

·         Approvazione del Consiglio Parrocchiale per gli affari economici indicando la data della seduta e se c’è stata unanimità. Precisare le ragioni della disapprovazione.

·         Preventivo o preventivi di spese per le varie voci.

·         Piano di finanziamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

16 - NORMATIVE E MODULI PER LA RICHIESTA DI CONTRIBUTI

 

        E' opportuno rivolgersi direttamente all'Economo Diocesano per ottenere suggerimenti e chiarimenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

17 - ESTRATTI DAL TESTO UNICO IN MATERIA DI BENI CULTURALI (Legge 490/99)

 

       Nota: gli importi delle sanzioni ,sottoriportati, sono espressi in Lire, come da testo legislativo

 

 

ESTRATTO DAL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN MATERIA DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI, A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE 352 DELL’8 0TTOBRE 1997 (D.Lgs. 490, 29.10.1999).

 

Articoli solitamente indicati nelle risposte della Soprintendenza:

 Art. 2 – Patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico, archivistico, librario –

1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo:

·         le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico archeologico o demo-etno-antrolpologico.

·         le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante.

·         le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse storico.

 

Art. 3 – Categorie speciali dei beni culturali

1. Indipendentemente dalla loro inclusione nelle categorie elencate all’art. 2, sono altresì beni culturali ai fini delle specifiche disposizioni di questo Titolo che li riguardano:

·         gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla vista pubblica.

 

Art. 5 – Beni di enti pubblici e privati –

 1. Le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e le persone giuridiche private senza fine di lucro presentano al Ministero l’elenco descrittivo delle cose indicate all’art. 2, comma 1, lett. a) di loro spettanza.

2.  I predetti enti e persone giuridiche hanno l’obbligo di denunciare le cose non comprese nella prima elencazione nonché quelle che in seguito verranno ad aggiungersi per qualsiasi titolo al loro patrimonio, inserendole nell’elenco.

5.   I beni elencati nell’art. 2, comma 1, lett. a) che appartengono ai soggetti indicati al comma 1 sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo anche se non risultano compresi negli elenchi e nelle denunce previste dai commi 1 e 2.

Art. 21 – Obblighi di conservazione –

1.   I beni culturali non possono essere demoliti o modificati senza l’autorizzazione del Ministero.

2.  Essi non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro conservazione o integrità.

4.  Gli archivi non possono essere smembrati, a qualsiasi titolo, e devono essere conservati nella loro organicità.

 

Art. 22 – Collocazione –

1. I beni culturali non possono essere rimossi senza l’autorizzazione del Ministero.

 

Art. 23 – Approvazioni dei progetti di opere -

1.  I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dei beni culturali indicati all’art. 2, comma 1, lett. a), b) e c) hanno l’obbligo di sottoporre alla soprintendenza i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenere la preventiva approvazione.

 

Art. 32 – Ispezione –

1.  I soprintendenti possono in ogni tempo, in seguito a preavviso, procedere ad ispezioni per accertare l’esistenza e lo stato di conservazione e custodia dei beni culturali.

 

IMMOBILI CON VINCOLO STORICO-ARTISTICO DI PROPRIETA’ DI PRIVATI: LE SANZIONI

 

SANZIONI PENALI          

Violazioni e sanzioni          

Opere edilizie  (Arresto da 6 mesi a 1 anno e ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000)

  • Demolizione, rimozione, modifica, restauro, senza autorizzazione, di opere di qualunque genere;

  • sui beni culturali dichiarati;

  • esecuzione, senza approvazione, di opere di qualunque genere sui beni culturali appartenenti ai privati;

  • distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli e altri ornamenti di edifici, esposti e non alla pubblica vista, senza l’autorizzazione del soprintendente, anche in assenza di dichiarazione;

  • esecuzione, in casi di assoluta urgenza, di lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza o senza inviare, nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l’approvazione;

  • inosservanza dell’ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente.

 

 

Uso illecito (Arresto da 6 mesi a 1 anno e ammenda di lire 1.500.000 a lire 75.000.000)

 

  • Destinazione ad un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità.              

 

Inosservanza prescrizioni di tutela  (Arresto fino a 3 mesi e ammenda fino a lire 400.000)

  • Inosservanza distanze, misure e norme che preservino l’integrità, la prospettiva o la luce, le condizioni ambientali e di decoro;

 

Inosservanza provvedimenti cautelari del Ministero. 

  • Arresto da 6 mesi a 1 anno e ammenda di lire 1.500.000 a lire 75.000.000.

 

Violazione riguardanti l’alienazione (Reclusione fino a 1 anno e multa da lire 3.000.000 a lire 150.000.000)

  • Mancata presentazione, entra 30 giorni, della denuncia di trasferimento della proprietà o della detenzione;

  • consegna di immobile soggetto a diritto di prelazione nei due mesi previsti per diritto di prelazione.             

 

Inosservanza dei provvedimenti amministrativi (Arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a lire 400.000)

  • Mancata osservanza di ordini dell’autorità di tutela (salvo che il fatto non costituisca più grave reato).         

 

SANZIONI PENALI          

Danno subito dal bene

  • Danno causato da violazione degli obblighi di conservazione. Il Ministero ordina al responsabile l’esecuzione a sue spese delle opere necessarie. Se hanno rilievo urbanistico-edilizio, l’avvio del procedimento e del provvedimento finali sono comunicati al comune. In caso di inottemperanza all’ordine, provvede il Ministero a spese dell’obbligato. Quando l’integrazione è impossibile, il responsabile deve versare allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta o della sua diminuzione di valore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

  

 

18 - SALVAGUARDIA DEI BENI E RELATIVI OBBLIGHI

 

Il parroco è anche il custode dei beni sia mobili che immobili della parrocchia e in quanto tale ha degli obblighi ben precisi che deve rispettare. Non deve vendere i beni a terzi se non autorizzato dalla Soprintendenza e dall’Ufficio di Curia. Deve conservare e tutelare il bene secondo i requisiti minimi di salvaguardia e sicurezza. Qualora non ci fossero questi presupposti si invita il parroco a informare l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici. Per lo spostamento di oggetti vincolati si deve dare comunicazione alla Soprintendenza e all’Ufficio.

Si ricorda, altresì, di rispettare gli ambienti soprattutto di quelle chiese di grande valenza storica. Non si dovrebbero, infatti, inserire nell’edificio oggetti di gusto personale ne appendere cartelli o insegne in modo disordinato creando effetti di forte contrasto con il rigore del luogo.

Si consiglia di essere attenti nel concedere permessi per la pubblicazione di foto relative ai beni di proprietà della parrocchia e infatti previdente tutelarsi su un eventuale uso non corretto delle stesse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

19 - BIBLIOGRAFIA SUI DOCUMENTI CEI RIGUARDANTI L’ADEGUAMENTO IL RESTAURO LA CONSERVAZIONE E LA COSTRUZIONE DI CHIESE

 

  • L’adeguamento liturgico delle chiese secondo la riforma liturgica. Nota pastorale della Commissione episcopale per la liturgia CEI. Paoline Editoriale Libri, 2° edizione 1997.

  • Nel testo si trova la bibliografia di riferimento.